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sabato 19 marzo 2011

Conflitti verbali, come attrezzarsi

Viviamo in un mondo in cui siamo circondati da persone aggressive, arroganti e maleducate. Fatevene una ragione, non le cambierete. Potete però apprendere come  interagire con loro. Qual è la vostra reazione quando entrate in contatto con questo tipo di persone: “andate in escandescenza e le mandate a quel paese” o “subite passivamente per poi pentirvene sulla via del ritorno a casa”? In entrambi casi uscirete perdenti dal conflitto. Gestire le proprie emozioni durante un conflitto verbale non è cosa semplice ma essere verbalmente attrezzati vi darà una forza enorme per affrontare questa sfida.

 
Come schivare, disarmare, disinnescare i conflitti verbali. Alcuni consigli pratici per affrontare al meglio un conflitto verbale:
  1. Rispondere invece di reagire. Di fronte ad una provocazione o una frase che ci ferisce, siamo tentati a scalare e colpire a nostra volta ma questo vi porterà ad una strada senza uscita dove voi stessi sarete ancora più colpiti emotivamente. “Rispondere, invece di reagire” vuol dire assumere il controllo della situazione, non dare soddisfazione alla persona che avete davanti. Chiedetevi “come mi fanno sentire queste situazioni?”, il reagire senza pensare è perdente in partenza. Chiedetevi poi “perché queste persone sono così difficili?” e scoprirete che è in realtà in loro una maschera per nascondere le loro insicurezze. Provate a vederle sotto un’altra luce e proverete compassione nei loro confronti. Scegliendo di rispondere in maniera empatica e non aggressiva ad una persona sgradevole farete un regalo a voi stessi prima di tutto. Per poterlo fare dovete però conoscervi a fondo e comprendere quali sono le situazioni che vi mandano in escandescenza, prevederle e pensare in anticipo la vostra via di uscita.
  2. Trasformare un conflitto in una collaborazione. Per questo arduo compito, la cosa più importante è comprendere le ragioni dell’altro. Non mi riferisco alla prima cosa che l’altro vi vomita addosso ma allo scavare andando in profondità. Fate una serie di domande (link) per capire cosa c’è dietro quello che vi sta dicendo ponendo attenzione anche ai segnali deboli e al linguaggio del corpo (link "Linguaggio del corpo: saperlo leggere"). Questo vi metterà nella migliore posizione per poter generare una cooperazione per 2 motivi: a) una persona che si sente compresa, quella che avete davanti, abbasserà automaticamente il livello del conflitto; b) saprete su cosa parlare e cooperare visto che nella stragrande maggioranza dei casi le persone non dichiarano subito le loro profonde ragioni e solo sapendole si puo’ trovare un accordo. Un altro importante punto è il vostro approccio, avendo apertura nel comprendere e reagire alle ragioni dell’altro troverete molto più facilmente una soluzione che soddisfi entrambi.
  3. Ottenere quello che desideri e meriti. Innanzitutto scegli le tue battaglie. Non tutti i conflitti vanno trattati nella stessa maniera. Domandatevi se si stratta di un punto fondamentale o futile, se si tratta di una situazione temporanea o ricorrente, se la provocazione è intenzionale o casuale, se puoi cambiare la situazione e se dietro una vittoria temporanea si nasconde una sconfitta di lungo periodo. Impara poi a dire di no gratificando te stesso e le persone che ti circondano. Il no positivo è possibile e facile da applicare se sai come farlo (link a "Il No positivo – la capacità di dire No gratificando se stessi e gli altri"). L’ultimo strumento per ottenere quello che vuoi è il potere della persuasione (link Comunicazione persuasiva: l’arte di essere convincenti ).

7 commenti:

Riccio ha detto...

Certe volte quando qualcuno tocca le corde più delicate non riesco a controllare le emozioni. Mi arrabbio come una bestia, quindi o lo aggredisco o vado via per non fare troppi danni. Fino ad oggi pensavo che ero fatto così, leggendo il tuo post ho capito che ci posso ancora fare qualcosa... mi impegnerò, speriamo bene.

Super ha detto...

Non so voi ma a me capita d'imbattermi sempre con degli str..., ovvero persone arroganti, che sanno tutto loro e che non vedono l'ora di mettere il prossimo in difficoltà. L'idea che mi sono fatto è che queste persone siano in realtà profondamente insicure. Coprono questo disagio che hanno con l'aggressione verbale del prossimo. Seppure questo li rende più umani, sicuramente più vulnerabili come persone, c'è la necessità di attrezzarvi e difendervi da questo individui.

Anonimo ha detto...

NON SEMPRE COMPATIRE GLI STRONZI E' UN ARMA EFFICACE,COMPATIRESTI UN ASSASSINO O UN GHEDDAFI, NEL PICCOLO QUOTIDIANO ESISTONO PICCOLI STRONZI MALATI DI POTERE CHE APPENA NE HANNO CALPESTANO I DIRITTI DEGLI ALTRI, QUI SI PARLA DI CAPOUFFICI CHE DELIBERATAMNETE DANNEGGIANO DI DIPENDENTI E FANNO MOBBING E ROVINANO LA SALUTE AI DIPENDENTI, PER CACCIARLI VIA DALL'AZIENDA, NON PERCHE SIANO DEI LAVATIVI MA PER COMPIACERE CON BASSA RUFFIANERIA I DIRIGENTI CHE DELIBERATAMENTE NON RISPETTANO LE LEGGI. OCCORRE PRENDERE COSCIENZA DEI NOSTRI DIRITTI CALPESTATI E ESSERE ASSERTIVI, CHI SI FA CALPESTARE ALLA FINE FA CALPESTARE ANCHE I PROPRI FIGLI.

Anonimo ha detto...

A me è capitato di reagire e rispondere troppo a una provocazione. Ne avevo subite troppe da quella persona e alla fine quella persona era soddisfatta di avere fatto uscire il peggio di me e a me è rimasto soltanto tanto dolore... Forse ne ho pure causato ma credo che a volte si debba proprio arrivare a toccare il fondo con qualcuno specialmente in una relazione dove qualcuno vuole sottometterci

Anonimo ha detto...

Durante una discussione verbale se qualcuno mi attacca, reagisco come una pecora e rispondo con voce tremante. Non sono mai riuscito a vincere uno scontro verbale, ne esco sempre perdente. Solo dopo, a fine discussione, ripenso tra me e me cosa avrei potuto rispondere, come avrei potuto ribattere e difendermi dall'attacco e mi viene il rimorso di non essere riuscito a rispondere correttamente in quel momento. Sono molto riflessivo, ma nell'immediato non riesco mai ad avere quello sbuzzo per una risposta pronta, anche quando, il più delle volte, sono dalla parte della ragione.

Anonimo ha detto...

Ho un compagno di classe molto aggressivo, intimidatorio,controllante ,vuole imporre le sue ragioni su di te, ti osserva con uno sguardo inquisitorio e dominante . Il contrario di me che sono una persona piuttosto pacifica ed emotiva , tendo a trovare un compromesso pur di non arrivare a uno scontro ! Non mi ci metto nemmeno discutere con un persona che non mi rispetta! Una persona che non rispetta il mio pensiero e i miei diritti.. Probabilmente faccio male a "scappare" in questa maniera, ma mi coinvolgo troppo emotivamente e la maggior parte delle volte, se non sempre, dopo un conflitto ho l'umore distrutto e l'animo dolorante!
É inutile provare a dialogare con una persona che non ascolterá mai le tue ragioni , che proverá sempre a metterti in imbarazzo davanti agli altri e che dovrá schernirti facendoti sentire inadeguata. Mi impegneró ad essere meno passiva, a non incassare ogni colpo o cercare di calmare le acque senza dibattiti accesi!

mariadepiccoli ha detto...

Anch io esco sempre sconfitta dagli scontri verbali perché sento una grande ansia quando litigo e sono poco sicura di e quando rispondo mi sento in colpa per tanto tempo