Home Chi sono Comunicazione Efficace Linguaggio del Corpo Parlare in Pubblico PNL Persuasione Al lavoro

mercoledì 10 agosto 2011

Umorismo e comunicazione: prendere sul serio il divertimento

Che cosa fa ricordare un intervento o una presentatore? Ebbene piu' volte mi sono trovato a rispondere a questa domanda parlando di contenuti e di giuste parole. Mi sono dovuto ricredere abbondantemente. Non c'è niente che abbia presa sul pubblico o sull'interlocutore come il generare una fragorosa risata che distende l'ambiente, crea empatia, vicinanza e, quindi, fa entrare in rapporto. 

Per troppo tempo ho creduto che essere professionali ed essere divertenti fossero 2 stati che non potevano coesistere. A mia parziale discolpa non sono l'unico con questa erronea visione e, anzi, ho capito nel tempo di essere in  buona compagnia. Le persone si prendono toppo sul serio, mentre sottovalutano i benefici dell'umorismo nella loro vita, nella loro comunicazione e nel relazionarsi con gli altri. 

Il senso dell'humour e' il pepe della comunicazione. Un po' di sane risate aiutano a cementare le relazioni, sia quelle estemporanee che anche quelle piu' consolidate come quella con il partner a meno che non scherziate troppo su di lui/lei :-)   Ridere e' inoltre contagioso riducendo lo stress, la tensione e l'ansia.

L'umorismo e' una strada privilegiata per potenziare un discorso. Oltre che generare un'atmosfera piu' rilassata, crea i presupposti per essere ricordati.  Non e' necessario essere un comico professionista o una persona particolarmente dotata, buttatevi, col tempo e la pratica sarete sempre piu' naturali. 

Alcune tecniche o strumenti in aiuto per farlo
A) usare delle frasi comiche famose, internet ne e' piena
B) usare dei video comici
C) spezzoni di cartoni animati divertenti 
D) raccontare una storia divertente su di voi. La gente ama ascoltare questo tipo di racconti anche perché vi fa entrare in relazione raccontando qualcosa di personale. Fate in modo che non sia troppo lunga. 
E) raccontare un paio di brevi barzellette con tempismo. Questo perche', dopo la barzelletta, l'attenzione tornerà di nuovo un po' come un effetto ascensore. Assicuratevi di memorizzarle bene ed esercitatevi nel raccontarle più volte prima di usarle nel vostro discorso così da prendere confidenza e assumere scioltezza. Evitate ogni barzelletta con argomenti sensibili all'audience e mantenete un approccio professionale.

Importantissimo per tutti gli strumenti sopra indicati e' che bisogna trovare  un forte legame con il vostro discorso o la vostra presentazione per enfatizzare il vostro messaggio piuttosto che distrarre la vostra audience

3 commenti:

Chiromodena Snc ha detto...

Mi e' venuta la stessa idea quando sono andato a visitare un mio paziente ( con sclerosi a placche )a l'ospedale ,risvegliandosi da un coma di 17 giorni...a seguito di una terapia sbagliata per un infezione urinaria, uno sbaglio nel antibiotico li scateno il collasso dei polmoni... riuscire a farlo sorridere... O meglio ancora ridere! Come fare?
Prima di entrare nella stanza non sapevo se fosse ancora intubato o no...Essendo francese e lui puro napoletano, mi venne l'idea di raccontare che gli infermieri mi avevano lasciato entrare xche'avesse detto a loro che ero il suo fratello! La sua reazione fu immediata, una bella risata sua, di quelle che ti fanno alzare il livello delle endorfine che può sempre essere utile in queste situazioni...
Anch'io penso che l'umorismo e un unica arma vincente per sdrammatizzare in situazioni pesante, lo utilizzo tutti giorni nel mio ambulatorio.

Super ha detto...

Grazie della tua bella testimonianza Chiromodena e complimenti davvero, riuscire a sdrammatizzare in momenti così' delicati e' decisamente un bel risultato e poi regalare un sorriso ad un paziente come il tuo non ha eguali. Ciao

Chiromodena Snc Dr Bergis / Dr.ssa Verpy ha detto...

Ne avrei da raccontare , sai. Anzi ne faro un e- book! Ho appena ultimato il primo in fase d'impaginazione ( Chiropratica : La schiena a portata di mano )
Quello che avevo in testa invece questa volta era di raccontare una mia giornata di lavoro, una tematica per ogni capitolo ( paura del paziente, le sue convinzioni in merito alla sua salute,ecc...), stile Richard Bandler, nel suo libro " Scelgo la Libertà ", non so se l'hai letto...Che ne dici? Secondo me, ce ne da fare per liberare i pazienti !
Grazie ancora per accogliermi sul tuo blog.
Mi puoi chiamare Didier ;)