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sabato 29 gennaio 2011

Motivazione e comunicazione

Avete mai sentito il desiderio o la necessità di motivare qualcuno? Certo un allenatore in qualsiasi sport si trova di fronte a questa necessità tutti i giorni ma ognuno di noi ha questa esigenza più di quanto possiamo pensare. Dal motivare un amico o un familiare che a fare qualcosa che riteniamo giusto, al motivare i propri dipendenti o collaboratori nel loro lavoro o motivare i figli allo studio per esempio... Vi è capitato di voler ottenere un risultato e invece di generare l’effetto opposto, ad esempio più dico a mio figlio di non fare una determinata cosa e più lui la fa... Quali sono le leve dietro alla motivazione? Come fare ad essere efficaci? Come fa la comunicazione a venirci incontro in questi casi? Ci sono persone che con le loro parole sarebbero capaci di muovere montagne ma qual è il loro segreto?


Usare la comunicazione per motivare gli altri in 3 passi:
  1. Innanzitutto bisogna capire cosa sta dietro alla motivazione. Le leve sono solo 2: dolore e piacere. Tutti noi ci muoviamo, ci applichiamo o ci dedichiamo a qualcosa per evitare il dolore o per raggiungere il piacere. Facciamo di tutto per evitare il dolore, è nella natura umana. Un dolore puo’ essere non solo fisico come essere punti da un ago ma anche quello associato alle nostre funzioni corporali come la fame e sete ma in realtà quelli che più ci condizionano sono i dolori emotivi. Il poter evitare paure, ansie, umiliazioni, etc. sono una leva potentissima alla base della motivazione di un individuo. Infatti da molti, l’assenza di dolore è già considerata piacere. La maggior parte delle volte, le persone di muovono infatti per evitare il dolore e questo stato già le gratifica. Anche la ricerca del piacere motiva le persone, sia esso fisico o emotivo. Tutti i nostri bisogni nascondono dietro la ricerca di evitare un dolore o raggiungere un piacere. Una delle spinte più forti delle persone sono il desiderio di essere amati e apprezzati per esempio. L’essere amati/apprezzati genera piacere ma allo stesso tempo il sentirsi non amati/apprezzati genera dolore.
  2. Comprendere quali sono le specifiche corde da toccare per la persona che vogliamo motivare. Un bravo allenatore conosce alla perfezione cosa muove la sua squadra nel suo complesso e cosa motiva i singoli individui che la compongono. Ogni persona è diversa perché ha un vissuto e delle attitudini diverse, quello che motiva un individuo puo’ non essere rilevante per l’altro. Bisogna scopre quali sono quelle associazioni di piacere e dolore, i bisogni basici ed emozionali, che guidano principalmente la persona da motivare. C’è poi il fattore tempo da considerare. Le motivazioni possono cambiare nel tempo. Come fare a scoprire allora le reali leve che motivano una persona in questo specifico momento? Semplice, attraverso le domande. Non c’è niente di più potente di una serie di domande aperte (quelle che non sotto intendono una semplice risposta “si” o “no”) che scavino via via più in profondità le leve motivazionali della persona di fronte a noi. Domande tipo: perché lo faresti? Dove vuoi arrivare facendo questa cosa?  C’è qualcosa che vuoi evitare? Cosa vuoi raggiungere? e così via.
  3. Far vedere le cose sotto un’altra prospettiva, quella giusta per motivare. Specificamente bisogna far capire come ad una determinata azione corrispondono dei risultati che vanno a soddisfare i bisogni specifici e le leve specifiche comprese nel passaggio precedente. Così è inutile dire ad un ragazzo “studia perché altrimenti quando sei grande te ne pentirai”. Anzi potrà essere controproducente e generare l’effetto opposto. Viceversa una frase come “lo studio è uno strumento cruciale per stimolare la tua crescita intellettuale e così manifestare la tua indipendenza attuale e futura” puo’ essere uno stimolo forte per un ragazzo ispirato da questi valori. Anche il linguaggio usato ha grande importanza. Comunicare attraverso un linguaggio costruttivo e positivo ha ben più alte possibilità di cogliere nel segno. 
Più praticate l'arte della motivazione e più le persone intorno a voi ve ne saranno per sempre grate. 

2 commenti:

Sara ha detto...

grazie Super,

Mi trovo a motivare una persona che lavora con me. Applicherò quello che ho appena letto. Ciaoooooo

Anonimo ha detto...

Vero, lavoro a contatto con moltissime persone da motivare ogni giorno.Ma credo che il concetto vada molto più allargato.
Aggiungerei al tuo post che un'attenta analisi dei limiti del soggetto possa aiutare ad acquisire la fiducia dallo stesso e di conseguenza accettare i consigli... Instaurare un rapport e alla base... Sempre