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sabato 17 dicembre 2011

Le regole per lasciare il segno

Tutti parlano, molti comunicano, pochi lasciano il segno. Quante volte vi è capitato di ascoltare qualcuno e pensare a qualcos'altro o di non vedere l’ora di essere altrove. Bene fate in modo che non capiti ai vostri ascoltatori o lettori. Eccovi pochi semplici accorgimenti per fare in modo di non far dimenticare le vostre parole. 

Dai voce alla semplicità. Non date retta a chi parla in modo forbito per stupire, o a chi fa giri di parole, supposizioni, complesse argomentazioni.... “La semplicità è l’estrema perfezione” come diceva Leonardo Da Vinci. “Se non sai spiegare in modo semplice, non l’hai capito abbastanza bene” per citare Albert Einstein. Insomma, ho scomodato due tra le più grandi menti della nostra storia per ribadire che, se vuoi arrivare in maniera diretta alle persone, devi farlo attraverso la semplicità. Le tue idee diventeranno molte più convincenti di quanto riesci ad immaginare se espresse attraverso la forza della semplicità. Le persone insicure sono quelle che complicano le cose.

Usa i post-it mentali. Avete presente i post-it? Quei foglietti adesivi gialli che hanno fatto grande un’azienda come 3M perché si basano su un concetto semplice: aiutare a ricordare. La nostra mente è bombardata di stimoli e distrazioni, ha bisogno di solleciti per ricordare qualcosa e non lasciarlo andare nell’oblio. Un post-it mentale è qualcosa di “emotivamente coinvolgente”. Se qualcosa è capace di suscitare emozioni allora potrà essere memorizzato. Usate parole concrete e ad alto impatto emotivo. Link: Linguaggio verbale: trasmettere emozioni per lasciare il segno.

sabato 10 dicembre 2011

Comunicare il meglio di voi attraverso la vostra immagine

Sai che stai parlando di te anche quando stai zitto? Tutto di te comunica qualcosa agli altri, il modo in cui ti poni, l’aspetto, i gesti, gli abiti, il tuo stile, il modo di parlare, e tanto altro... un’immagine vale più di mille parole e l’immagine che trasferisci di te conta molto più di quello che pensi. La prima impressione, positiva o negativa, lascerà traccia di te a lungo e anche in tua assenza. Certo una buona immagine non può sostituire da sola le altre tue qualità ma è sicuro che non trasmettere una buona immagine è un grosso freno  e molti sono i casi di carriere stroncate, di risultati scadenti, di prestazioni non apprezzate o discorsi non compresi a causa dell’immagine.

Non esiste un’immagine perfetta o ideale e in ogni caso non vi invito a costruirla. Il mio suggerimento è di migliorare la tua immagine rispettando la tua natura, chi sei e chi vuoi veramente essere. Una buona immagine è quella che ti piacerebbe avere. Con questo post voglio aiutarti a creare la tua personale immagine, il tuo marchio, in modo che sia un valore positivo per te e per i risultati che vuoi raggiungere nella vita.
Dieci suggerimenti utili per comunicare il meglio di te stesso:
  1. Scopri il punto di partenza. Il mio invito è innanzitutto rivolto a prendere coscienza dell’importanza dell’immagine che trasferisci e di quello che trasferisci attraverso la tua immagine. Guardati allo specchio, le tue foto e soprattutto chiedi aiuto a chi ti conosce meglio, ai tuoi amici, parenti o colleghi chiedendogli di aiutarti in questo e di essere quanto più onesti possibile nel passarti un feedback.
  2. Il corpo parla. Ci sono degli elementi morfologici del nostro corpo che comunicano su di te. Che tu sia longilineo o grassoccio, il tuo corpo rivela molto sul tuo carattere. Non a caso i longilinee vengono visti a primo impatto come più autoritari mentre chi ha le forme più rotonde è visto come più simpatico. Ma ci sono elementi che possono essere modificati e su questi ti invito a focalizzarti, come ad esempio la postura. Una postura più eretta comunica molta più attenzione e prontezza di una postura abbandonata e lasciva. Una respirazione affannosa comunica all’altro uno stato  di ansia e stress, mentre una respirazione profonda e calma vi fa apparire come in controllo della situazione. I movimenti delle mani o del corpo possono valorizzare quello che state dicendo o se distonici, affossarlo completamente. L’inclinazione del viso, il sorriso, lo sguardo sono altri elementi che parlano di voi. Vi invito a leggere il post “linguaggio del corpo” per approfondire.
  3. Gestite i vostri gesti. In alcuni casi i gesti sono innati e spesso inconsci. Se invece impari a utilizzarli a tuo vantaggio, saranno dei veri amplificatori piuttosto che dei blocchi alla tua comunicazione. Un signore che mette la sua mano di fronte alla bocca quando parla, sembra che nascondi quello che dice. Le famose mani incrociate indicano una posizione di chiusura mentre appoggiare le mani sui fianchi comunica al contrario apertura. Una stretta di mano vigorosa ma non eccessiva è decisamente meglio della presa sfuggente o molla.
  4. Scegli il tuo linguaggio dell’abbigliamento. Il modo in cui vi vestire parla di voi. Divisa da lavoro, smoking, perizoma non sono solo certo solo dei modi di coprirsi e ripararsi dal fretto. La moda è la codificazione dei segni che mirano a due scopi apparentemente contraddittori: rivendicare l’appartenenza ad un gruppo sociale e manifestare la nostra diversità ed unicità in questo gruppo. Comprendetene le regole e sappiate utilizzarle a vostro vantaggio. Esprimi un tuo stile ma adattalo al contesto e alla situazione.

domenica 4 dicembre 2011

Il dialogo interiore: comunicare positivamente con voi stessi

Con chi comunichi più spesso? Il tuo migliore amico o nemico sei tu? Quello che ti dici e come te lo dici, influenza il tuo modo di vedere il mondo in modo determinante. Una qualsiasi persona ingombrante, persino un amico o un parente stretto che vi influenza negativamente può essere in qualche modo allontanato decidendolo ma da te stesso non fuggirai mai. Prima lo capisci e lo volgi a tuo favore, meglio è. Purtroppo le statistiche sono impietose: uno studio internazionale rivela che il 95% della popolazione mondiale stabilisce una “comunicazione interiore negativa”!!!

Se per un momento interrompi quello che stai facendo e semplicemente ascolti ciò che ti accade dentro, scoprirai che per la maggior parte del tempo è in corso un dialogo interiore con te stesso. “Devo andare a correre, oppure ci vado domani?…" "cosa preparo per cena?…." "dai, concentrati su questo, è importante…" "mi chiedo se Carlo mi telefonerà...” e così via. Creiamo la nostra realtà dialogando con noi stessi sul nostro mondo, su ciò che percepiamo, e su ciò che crediamo stia succedendo. Questa non è necessariamente una cosa negativa, anzi, perché ci aiuta a restare con i piedi per terra ed a relazionarci con le altre persone ed in generale con il mondo. Diventa un problema se questo dialogo interno ci condiziona negativamente. Se invece impari a relazionarti con te stesso in maniera positiva e costruttiva, tutto intorno a te migliorerà, vivrai una vita più serena e potrai raggiungere risultati molto maggiori.
Come sempre, eccomi con qualche consiglio pratico su come migliorare il tuo dialogo interiore?
  1. Il miglior coach sei tu. Impara ad essere il tuo bravo allenatore. Puoi avere un coach che ti sostiene, che ti incoraggia, che ti stimola verso obiettivi sfidanti ma non impossibili. Lo sport è una magnifica metafora della vita. In qualsiasi sport, l’allenatore ha un ruolo cruciale e, a parità di componenti della squadra, può determinare il raggiungimento di traguardi importanti o, al contrario, far cadere la squadra in basso. Questo perché l’allenatore non determina solo gli allenamenti fisici ma soprattutto lo stato mentale del gruppo e dei singoli. Sempre più gli allenatori moderni, sono quelli che sanno motivare e comunicare con la propria squadra e sempre meno dei semplici tecnici. Sii un bravo coach di te stesso.

domenica 27 novembre 2011

10 passi per iniziare una nuova abitudine: creare un cambiamento permanente nella tua vita

Quante volte vi siete detti che dovete cambiare qualcosa nella vostra vita? Quante volte siete partiti, ci avete messo le migliori intenzioni ma poi con il tempo si è perso tutto? Quante volte avete fatto dei buoni propositi che poi sono stati disattesi? Perché? Le ragioni potrebbero essere molteplici ma la risposta potrebbe essere questa: creare una nuova abitudine non è una cosa semplice e non si puo’ improvvisare. Un’abitudine è qualcosa di radicato nella vostra vita, qualcosa che fate in automatico senza pensarci più perché fa oramai parte della vostra vita. Per raggiungere una nuova e migliore abitudine bisogna metterci non solo le migliori intenzioni ma avere una strategia vincente e un piano ben preciso. Bene sono qui per aiutarvi in questo. Ho solo due premesse: ricordatevi sempre che ancora prima di cominciare a lavorare sul cambiamento, bisogna avere ben chiaro dove s’intende andare e avere degli obiettivi ben formati. E poi dovete avere un’attitudine positiva verso il cambiamento. Qualsiasi cosa vogliate cambiare nella vostra vita, le chiavi per farlo sono queste: cambiate il vostro atteggiamento e vostre convinzioni verso il cambiamento stesso.
Pronti a partire? Ecco i dieci passi che vi faranno raggiungere il tanto auspicato cambiamento definitivo nella vostra vita.
1. Determina una credenza ben precisa. Hai bisogno di una credenza molto chiara, senza aver nessun dubbio nella sua realizzazione e nel successo dei tuoi desideri. Queste credenze devono essere come dei comandi incondizionati. Esse daranno forma a ogni pensiero, emozione e azione che intraprenderai. All’interno della forza di queste credenze risiede il “centro” di un reale e duraturo cambiamento. Ad esempio: “Un regime alimentare salutare ed equilibrato è il fondamento di un corpo sano e di una mente sana”.
2. Tieni sotto stretto controllo la tua credenza. Se così non fosse, poco importa che tu abbia deciso di cambiare, non riuscirai a mantenere la convinzione di raggiungere i tuoi obiettivi o il desiderio di un vero cambiamento. Ripetiti più e più volte la credenza.
3. Crea una strategia. Una volta che ti sei formato una chiara e precisa credenza, allora è il momento di avere una strategia per raggiungere i risultati. Ho fornito sopra un esempio di una credenza come quella di un equilibrato regime alimentare, questa sarebbe la conseguente strategia per trasformare la credenza e raggiungere i risultati:


sabato 19 novembre 2011

Gestire le emozioni: la strada per raggiungere i propri obiettivi

Quanto siete condizionati dalle vostre emozioni? Ne siete positivamente influenzati o, come capita a molti, spesso limitano il vostro potenziale? Le emozioni pervadono la vostra vita in lungo e in largo che vi piaccia o meno. In alcuni casi possono essere la spinta importante ma spesso sono un freno e condizionano in modo determinante il raggiungimento dei vostri obiettivi.
Il pendolo: tutti noi oscilliamo da emozioni positive e quelle negative. Emozioni come rabbia, ansia, stress, noia, intolleranza, paura, odio, frustrazione, insicurezza, ira, impotenza, panico, invidia, preoccupazione... possono connotarsi come negative ovvero sono un ostacolo, un freno, un blocco per quello che vogliate raggiungere nella vostra vita. Eppure sappiamo che queste emozioni sono generate dal nostro essere per difenderci e se opportunamente convogliate come emozioni primarie possono aiutarvi. Altre emozioni sono ovviamente più positive come l’amore, felicità, passione, gioia, condivisione, vitalità, sicurezza, coraggio, piacere, godimento, ecc. Anche queste emozioni possono essere gestite, ovvero opportunamente cavalcate a proprio favore.

Una premessa: non aspirate a controllare le emozioni. Sarebbe come arginare il mare, un compito impossibile. Piuttosto datevi l’obiettivo di gestirle. Non si tratta di semantica, la differenza è enorme. Gestire le emozioni vuol dire conoscerle, saperle convogliare verso i vostri obiettivi, ovvero utilizzarle e non reprimerle. Le vostre emozioni sono il vostro patrimonio, se sapete volgerle verso i vostri obiettivi volerete molto in alto.

martedì 1 novembre 2011

Avete bisogno di un'extra carica, vi sentite giù, ci vuole un video motivazionale!!!

Vi capita di aver bisogno di energia, di vigore in quello che fate e invece siete sotto tono? Per esempio il giorno in cui dovete parlare in pubblico o avete una presentazione importante, un incontro delicato con un cliente…

Sapete che differenza c’è tra un atleta, un campione e un fuoriclasse? Un atleta è uno sportivo che ha già deciso di eccellere e per questo si dedica anima e corpo a questa missione. Solo pochi atleti diventano campioni e sono quelli che sfruttano al meglio il proprio potenziale, valorizzano il loro talento e soprattutto hanno un atteggiamento mentale che li predispone a dare il massimo durante le competizioni. I fuoriclasse sono quelli che fanno la differenza e da soli trascinano un’intera squadra portandola alla vittoria soprattutto nei momenti decisivi o difficili. Lo sport è una magnifica metafora della vita e alle sfide che vi attendono ogni giorno. Il nostro atteggiamento mentale è cruciale e dare il massimo durante i momenti importanti puo’ fare la differenza nella vostra vita e nella vostra carriera.  Ecco una scena di un film (l'avvocato del diavolo) dove il problema è ben centrato.